i trova
a km 5 da Assisi, nella pianura, ai piedi della cittadina.
La Basilica di Santa Maria degli Angeli, uno dei maggiori Santuari
d'Italia, sorto sul luogo dove ebbe inizio l'Ordine francescano
e dove San Francesco morì, fu eretto tra il 1569 e il 1679,
su progetto di Galeazzo Alessi; successivamente ebbe ricostruito
il piedicroce (1840) e una nuova facciata (1928). Sulla grandiosa
mole si libra la bella cupola che domina l'intero paesaggio.
Imponente nelle sue linee architettoniche, ma relativamente austera
nella sua decorazione, questa Basilica (a tre navate, fiancheggiata
da molte cappelle) risponde perfettamente al duplice scopo che
si erano prefissi i suoi ideatori: proteggere l'inestimabile reliquia
che è la piccola cappella della Porziuncola e raccogliere
la folla dei pellegrini, specie nelle grandi festività.
Certamente senza la grande Basilica l'umile chiesetta restaurata
da Francesco non sarebbe giunta fino ai giorni nostri.
LA PORZIUNCOLA
All'interno della Basilica, la prima cosa che merita di essere
visitata è la Porziuncola. Essa è situata sotto
la cupola, ed è tuttora conservata nella sua preziosa
nudità primitiva.
Secondo la tradizione, questa chiesina sarebbe stata costruita
nel sec. IV, al tempo di papa Liberto, da quattro pellegrini
venuti da Gerusalemme, tradizione che può avere una conferma
nello schema nettamente bizantino del piccolo edificio. Verso
il 516, San Benedetto, avendola ottenuta con una "porzioncella"
di terreno, l'avrebbe solidamente restaurata.
Certo è che San Francesco, intorno al 1206, trovatala
già vecchia e in rovina, la restaurò con le proprie
mani, e ne fece il suo rifugio. Nel 1209-1210 l'ebbe definitivamente
in dono dai Benedettini del monte Subasio, per farla "Capo
e Madre" del nascente Movimento da lui fondato. Fu dunque
in questo luogo che nacquero i francescani; fu qui che la notte
del 18-19 marzo 1212 (oppure 28 marzo 1211), Francesco consacrò
a Dio la nobile donzella assisana Chiara di Favarone; fu qui
che negli ultimi giorni del luglio 1216, il Santo, pregando
il Signore per la salvezza degli uomini, ottenne da Dio la celebre
"Indulgenza del Perdono"; fu qui che tenne i primi
Capitoli dell'Ordine; fu da qui che sparse ovunque i suoi frati,
per la conquista spirituale del mondo; fu qui che volle essere
riportato negli ultimi giorni di settembre del 1226, "affinché
dove nel principio aveva ricevuto lo spirito della grazia, ivi
pure avesse renduto a Dio lo spirito della vita".
Oltre alle gloriose pagine di storia francescana, alla Porziuncola
non mancano pregevoli ricordi artistici. Sulla facciata della
cappellina è il pregevole dipinto di Overbeck, raffigurante
San Francesco genuflesso ai piedi di Gesù Cristo e della
Vergine, in atto di chiedere l'Indulgenza del "Perdono".
L'opera, eseguita nel 1829, sostituì un altro dipinto
del sec. XV, rovinato dal tempo.
Dentro un tabernacolo gotico, che rimpiazzò, forse, il
primitivo campaniletto, sul vertice della facciata, troneggia
una duecentesca statua in marmo della Beata Vergine Maria in
atto di allattare il Bambino.
Sul fianco destro esterno della chiesina si vedono due frammenti
di vecchie pitture: un San Bernardino e una Vergine in trono
tra i Santi Antonio di Padova e Bernardino da Siena, di ignoto
autore umbro con influsso senese. Sulla stessa parete destra,
un'iscrizione del sec. XIII, indica la sepoltura di frate Pietro
Cattani ( 1221), primo vicario di San Francesco.
Assai più pregevole è il dipinto mutilo che si
ammira sopra l'abside esterna della stessa chiesina, rappresentante
la Crocifissione. La statua di San Francesco, sul vertice posteriore
della cappella, è terracotta di Graziani di Faenza (1828).
La scena dell'Annunciazione, in due quadri, è di carattere
peruginesco.
Altri affreschi trecenteschi e quattrocenteschi sono nella volta
e nelle pareti interne della Porziuncola, ma molto consunti
e quasi irriconoscibili. Anche le porte della chiesina sono
del primo Quattrocento.
L'opera artistica più antica e più preziosa della
Porziuncola è la grande icone, che si venera sopra l'altare.
Essa occupa tutta l'ogiva della cappella ed è dipinta
su tavola a fondo dorato. L'autore, Prete Ilario da Viterbo,
che la dipinse nel 1393, ispirandosi al racconto dell'Indulgenza,
vi ha rappresentato: in basso, a destra di chi guarda, San Francesco
nudo tra le spine, per vincere il diavolo tentatore; più
in alto, il Santo, che viene accompagnato da due Angeli alla
Porziuncola; sulla sommità, Gesù Cristo e la Vergine
in trono circondati da teorie di Angeli, e San Francesco genuflesso
che implora l'Indulgenza; a sinistra, scendendo, San Francesco
dinanzi al papa implorante la conferma dell'Indulgenza ; in
basso, San Francesco che promulga l'Indulgenza con i sette Vescovi
dell'Umbria ; nel centro, l'Annunciazione.
Quello che ha reso nota in tutto il mondo la Porziuncola è
soprattutto il singolarissimo privilegio dell'Indulgenza, che
va sotto il nome di "Perdono d'Assisi", e che da oltre
sette secoli converge verso di essa orde di pellegrini.
CAPPELLA DEL TRANSITO
Nella stessa Basilica, dietro alla Porziuncola, a destra, si
trova la piccola cappella del Transito. In questo luogo, la
sera del 3 ottobre 1226, Francesco di Assisi, cantando a sorella
morte, rese l'anima al Signore. All'interno dell'ambiente, oltre
alla pregevole Statua del Santo in terracotta, di Andrea della
Robbia, e al Cordiglio dello stesso, sono i bei dipinti dello
Spagna rappresentanti i Primi compagni di San Francesco e i
Primi Santi dell'Ordine.
All'esterno sono due affreschi di Domenico Bruschi (1886) raffiguranti
la Morte e i Funerali del Santo.
PRESBITERIO E CRIPTA
Il presbiterio ha una grande scala frontale, con la balaustra
e due amboni laterali decorati dallo scultore Toni Fiedier.
Le scene dell'ambone si riferiscono ad episodi della vita di
San Francesco; ambone di sinistra: San Francesco e il Crocifisso
di San Damiano; Vocazione di San Francesco alla Porziuncola;
San Francesco restaura la Porziuncola; ambone di destra: San
Francesco invia dalla Porziuncola i suoi frati in missione apostolica.
Al centro del presbiterio è il nuovo altare papale; il
paliotto è costituito da nicchie con sette formelle in
bronzo (di E. Manfrini), raffiguranti: Gesù Maestro al
centro e, ai lati, i Santi Francesco, Chiara, Bonaventura, Antonio
di Padova, Pio V (che volle la basilica), Pio X (che innalzò
la chiesa a Basilica patriarcale). Da ammirare il Crocifisso
e i candelabri in bronzo che ornano l'altare e il presbiterio
(di E. Manfrini).
Al di sotto del presbiterio si apre la cripta, al centro della
quale è un altare rivolto al popolo, dietro cui troneggia
il polittico in terracotta smaltata di Andrea Della Robbia.
Le vetrate sono opera del frate minore siciliano Alberto Farina
(1969); nel fondo sono i resti della casa che il Comune di Assisi
aveva costruito in occasione del Capitolo e che San Francesco
aveva voluto abbattere.
L'interno della Basilica vede molte cappelle, di seguito indicate
(cliccare per vedere l'immagine della pianta della basilica):
1 - Cappella di S. Antonio Abate
a. Miracolo di S. Antonio Abate - Garbi, 1773
b. S. Antonio Abate - Giorgetti, sec. XVII
c. Fonte Battesimale - sec. XIX
c. Battesimo di Gesù - P.M. da Montecelio,
sec. XIX
d. Allegorie delle Virtù
e. Gloria di S. Antonio Abate - Appiani di Ancona,
sec. XVIII
f. Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza - Appiani di Ancona,
sec. XVIII
2 - Cappella di S. Giovanni Battista
a. Nascita del Battista - Giorgetti, sec. XVII
b. S. Giovanni Battista battezza Gesù nel
Giordano -
Anonimo, sec. XVII
c. La predicazione del Battista - Anonimo, sec.
XVII
d. La predicazione del Battista - Anonimo, sec.
XVII
e. II paradiso - Anonimo, sec. XVII
f. Decapitazione del Battista - Anonimo, sec.
XVII
3 - Cappella di S. Anna
a. Lo sposalizio della Vergine - Pomarancio,
sec. XVI
b. La natività di Maria - Anonimo, sec.
XVII
c. La presentazione di Maria al tempio - Anonimo,
sec. XVII
d. II ritrovamento di Gesù fra i dottori
- Anonimo, sec. XVII
e. La Pentecoste - Anonimo, sec. XVII
f. Le nozze di Cana - Anonimo, sec. XVII
4 - Cappella di S. Pio V
(dipinti del Martelli, sec. XVII)
a. S. Francesco accoglie uomini e donne nel Terz'Ordine
b. S. Pio V in estasi
c. S. Francesco ottiene il Perdono di Assisi
d. La visita di Maria a S. Elisabetta
e. L'Assunzione di Maria
f. La presentazione al tempio di Maria
5 - Cappella della Natività
a. Processione del Sacro Velo - Artisti barocceschi,
1592-1596
b. Presepio - Pace da Urbino, 1830
c. S. Francesco riceve il monte della Verna -
Artisti barocceschi, 1592-1596
d. Episodi della vita di S. Francesco - sec. XVII
e. Episodi della vita di S. Francesco - sec. XVII
f. Episodi della vita di S. Francesco - sec. XVII
6 - Altare di S. Pietro
(G. Reinhold, 1675)
6. Liberazione prodigiosa di S. Pietro dal carcere;
Gloria di S. Pietro - Mattei, sec. XVII; sopra l'altare: Urna
lignea del '700 con il corpo di Santa Giuliana, martire romana
a. Altare dei Santi Pietro d'Alcantara e Margherita
da Cortona; Il Redentore con i Santi Pietro e Margherita - Appiani
di Ancona, sec. XVIII
b. Reliquie
c. Porta dell'Annunziata, L'Annunciazione di Maria
- Federico Barocci, 1596
c. Estasi di S. Francesco Saverio - Anonimo, fine
1500
7 - Cappella di S. Diego d'Alcalà
a. S. Francesco annuncia al popolo il Perdono
- Cavallucci, sec. XVIII
b. S. Diego guarisce i malati - P. Ippolito da
Cocete, 1710
c. S. Francesco ottiene la conferma del Perdono
- Orsini, sec. XVIII
d. Gloria di S. Diego e Allegorie delle Virtù
- Garbi, sec. XVIII
e. Idem
f. Idem
8 - Cappella delle Stimmate
a. La verifica delle Stimmate - Giorgetti, sec.
XVII
b. S. Francesco riceve le Stimmate - Giorgetti,
sec. XVII
c. II saluto di S. Chiara a S. Francesco morto
- Giorgetti, sec. XVII
d. La vestizione dei Terziari - Sermei, sec. XVII
e. S. Francesco è introdotto in Paradiso
- Sermei, sec. XVII
f. Approvazione della Regola - Sermei, sec. XVII
9 - Cappella della Deposizione del Signore
(sec. XVII)
sopra l'altare: Urna con il corpo di S. Massimino
a. Gesù congedandosi dalla Madre ne riceve
la benedizione - Anonimo, sec. XVII
b. Deposizione del Signore - Croce, sec. XVII
c. Cristo risorto appare a Maria, sec. XVII
d. La vestizione di S. Chiara alla Porziuncola
- Salimbeni, sec. XVII
e. La Resurrezione del Signore - Salimbeni, sec.
XVII
f. S. Chiara, morente, è visitata dal Papa
- Salimbeni, sec. XVII
10 - Cappella della Vergine Incoronata
(dipinti su tela di Simeone Ciburri, inizi Seicento)
a. La mistica cena dei Santi Francesco e Chiara
alla Porziuncola
b. in basso: La tomba vuota di Maria - in alto:
L'incoronazione della Vergine
c. Miracolo di S. Diego
11 - Cappella della Madonna del Rosario
(Scuola del Conca, sec. XVIII)
a. II martirio di S. Rufino, vescovo di Assisi
- Orsini, sec. XVIII
b. Madonna del Rosario e Santi - D. Muratori,
sec. XVII
c. Pio V approva a Giangaleazzo Alessi il progetto
della Basilica della Porziuncola, sec. XVII
d. S. Chiara respinge i Saraceni - S. Benedetto
restaura la Porziuncola, sec. XVII
e. S. Rufino in gloria - Moretti, sec. XVII
f. S. Elisabetta distribuisce elemosine - S. Francesco
incontra S. Domenico, sec. XVII
1 2 - Altare di Santa Croce
(in marmi policromi, 1700)
sopra l'altare: Crocifisso ligneo di Giovanni Tedesco, 1530;
a destra: Medaglione del sec. XIX con i Santi
Salvatore da Horta, Pietro Regalato e Margherita da Cortona
- Anonimo
a sinistra: Medaglione del sec. XIX con i Santi
Giacomo della Marca e Leonardo da Porto Maurizio - Anonimo
a. Cappella della Beata Vergine di tutte le Grazie;
Dossale dell'altare in bronzo; Icona Bizantina del Monte Fileremo
di Rodi (Grecia), di Tommaso Gismondi, sec. XX
b. Porta di S. Pasquale: (in alto) S. Francesco
Solano battezza gli indigeni (sec. XVII) - (in basso nella nicchia):
Statue lignee del XVII sec. - (a destra): S. Antonio di Padova
- (a sinistra): S. Pasquale Baylon
c. Porta del Getsemani - in alto: Gesù
nell'orto degli Ulivi - Stucchi del sec. XVII
Nel braccio sinistro del transetto, inoltre, sono: la
cappella del SS.mo Sacramento, la cappella dei Protomartiri
e la sacrestia di San Giovanni, ambienti ingentiliti, anch'essi,
da pregevoli opere artistiche.
IL ROSETO
Tornati nella navata di destra, dopo una debita visita alla
sagrestia (impreziosita da dipinti settecenteschi e armadi seicenteschi
in legno), un corridoio adduce al miracoloso Roseto "senza
spine", sbocciato dal roveto dove si rotolò San
Francesco, per vincere un'aspra tentazione infernale. Bello
è il limitrofo gruppo del Rosignoli raffigurante Francesco
e la pecorella. Di fronte al Roseto, una pianta di fico ricorda
l'episodio di San Francesco e la cicala.
LA CAPPELLA DELLE ROSE
Dal Roseto prende il nome la cappella delle Rose. È
fama che qui sorgesse la povera capannuccia, in cui soleva abitare
San Francesco, quando era di soggiorno a Santa Maria degli Angeli.
La chiesina consta di due parti: una più bassa, fatta
costruire da San Bernardino (sec. XV); e una più alta
del tempo di San Bonaventura (sec. XIII).
Le pareti dei due ambienti sono state affrescate da Tiberio
di Assisi (1516-1518), con Storie del Perdono e (presbiterio)
San Francesco con i suoi compagni e i primi Santi dell'Ordine.
Sulla volta si ammira una grande effigie dell'Eterno circondata
da Serafini, attribuita al Pinturicchio. Sotto la cappella si
apre una specie di grotta con dentro una statua di San Francesco,
prostrato in atto di umile preghiera.
LA CAPPELLA DEL PIANTO
Uscendo dalla cappella delle Rose e scendendo alcuni gradini,
a sinistra, si trova subito la cappella del Pianto. E' un piccolo
ambiente diseppellito e restaurato, appartenente senza dubbio
alla parte più antica del vecchio conventino duecentesco.
Ùnico ornamento, una recente maiolica di Deruta sul piccolo
nudo altarino, rappresentante, in fedelissima copia, il San
Francesco piangente che si venera a Greccio.
IL POZZO DI SAN FRANCESCO
A pochi passi dal Roseto, sotto un grande arco, che si apre
sul fianco orientale della Basilica, si conserva il così
detto "Pozzo di San Francesco". E' tradizione che
l'acqua di questo pozzo sia stata fatta scaturire dallo stesso
Santo. Il piccolo chiostro che contiene il manufatto prende
il nome da San Bernardino, che lo completò nella parte
superiore, ma l'ala principale che tuttora si ammira, fu fabbricata
nel 1350, sfruttando costruzioni precedenti, come il rozzo arco
che sovrasta la porta d'ingresso, del 1230, e la parete di sinistra
in pietra d'Assisi, chiaramente anteriore al detto arco e perciò
coevo, almeno, a San Francesco.
IL CONVENTINO
Presso il pozzo di S. Francesco si apre l'accesso al vecchio
Convento, il più antico della Porziuncola (dal 1230 al
sec. XV), dove abitarono le prime generazioni francescane. E'
detto "di San Bernardino da Siena", perché
ne è conservata e venerata la cella da lui abitata, e
perché vari furono i lavori da lui ordinati. Nella "cella
di San Bernardino", è conservato autografo un suo
discorso mariano, tenuto alla Porziuncola per il "Perdono"
del 1425. Tra le "celle", c'è quella abitata
da San Carlo Borromeo, cardinale protettore dei francescani,
ed altre con i nomi dei più famosi frati minori dell'Osservanza,
soprattutto del sec. XV. E' visibile la "stanza del fuoco
comune", dove, durante i periodi più freddi, i frati
si riunivano per dialogare e studiare.
IL MUSEO
E' al pianterreno del conventino. Custodisce, tra l'altro,
un Crocifisso datato e firmato di Giunta Pisano (1236); un ritratto
di San Francesco del cosiddetto Maestro di San Francesco (1236);
un altro ritratto, su legno, di Cimabue; paramenti sacri dal
sec. XIV in poi; oggetti di antiquariato e artigianato italiano
e estero.
IL CONVENTO
Attiguo alla Basilica, vasto e simmetrico, sorge il Convento
dei Frati Minori, costruito nei secc. XVI e XVII. In esso meritano
di essere visitati: il chiostro ad arcate grandiose, centrato
da una cisterna con vaso, colonne e trabeazione in travertino,
su disegno dell'Alessi, e affrescato tutt'intorno dal Providoni;
i due refettori, il grande (in clausura) lustrato da una Crocifissione
di Dono Doni (1561) e, sull'ingresso, da una movimentata Nozze
di Cana del Providoni; il piccolo, ingentilito, oltretutto,
da un affresco di Nicolò Pomarancio, con autoritratto
dell'autore, rappresentante L'Ultima Cena.
Nel quarto dormitorio sovrastante al grande refettorio cinquecentesco,
recentemente sono tornati alla luce vari affreschi, posti al
disopra delle celle in forma di medaglioni, purtroppo mutili.
Rappresentano Santi e Beati dell'Ordine vissuti alla Porziuncola;
risalgono alla prima metà del sec. XVI.
Rapporti tra la Porziuncola e San Francesco d'Assisi
- Francesco ripara la Porziuncola: I Cel. nn. 21, 44; Leg.
maior, cap. II, n. 8.
- Francesco si rifugia alla Porziuncola con i primi due compagni:
Leggenda dei tre compagni, n. 32.
- Francesco si stabilisce alla Porziuncola e la sceglie come
sua dimora: I Cel., n. 44; Leg. maior, cap IV, n. 5; Leggenda
dei tre compagni, n. 32; II Cel., n. 19; Leg. maior, cap. II,
n. 8; Leg. maior, cap. III, n. 1.
- Francesco domanda l'uso della Porziuncola all'abate del Subasio:
Leggenda perugina, n. 8.
- La Porziuncola è degna di particolare dilezione divina:
II Cel., n. 20.
- La Porziuncola è prediletta dalla Vergine e dagli Angeli:
Leggenda dei tre compagni, n. 55; Leggenda perugina, n. 9; Leg.
maior, cap. II, n. 8.
- Gli assisani sono devoti alla Porziuncola: Leggenda perugina,
n. 8.
- Alla Porziuncola Francesco scopre la via della perfezione
evangelica e fonda l'Ordine: Cronaca di Gualtiero di Gisburn,
in Fonti Francescane, (Editio minor 1986), n. 2316.
- La Porziuncola è "Caput et mater" dell'Ordine
francescano: Leg. maior, cap. II, n. 8; Leggenda perugina, nn.
9, 10, 12.
- Alla Porziuncola i frati si moltiplicano: Leggenda perugina,
n. 77.
- Francesco alla Porziuncola vi raduna i frati e vi celebra
i Capitoli generali: Leg. maior, cap. IV, n. 10; Leggenda perugina,
n. 114; I Fioretti, cap. XVIII; Leggenda dei tre compagni, n.
57; II Cel., n. 57; Leggenda perugina, nn. 11, 79; Giacomo da
Vitry, Lettera scritta nell'ottobre 1216 da Genova, in Fonti
Francescane, (Editio minor 1986), n. 2208; Giacomo da Vitry,
L'Ordine e la predicazione dei frati minori, in Fonti Francescane,
(Editio minor 1986), n. 2222; Leggenda perugina, nn. 71, 87.
- Dalla Porziuncola Francesco invia i frati nelle missioni:
Leggenda perugina, n. 79.
- Gli assisani vi costruiscono una casa: Leggenda perugina,
nn. 11, 12.
- Dopo un Capitolo celebrato alla Porziuncola, Francesco parte
per la Francia: Leggenda perugina, n. 79.
- Dopo il viaggio in Spagna Francesco torna alla Porziuncola:
I Cel., n. 57.
- Episodi della vita di Francesco alla Porziuncola: II Cel.,
nn. 65, 76, 91, 115, 160; Leg. maior, cap. VII, n. 4; Leg. maior,
cap. VIII, n. 7; Leggenda dei tre compagni, n. 44;
- Leggenda perugina, nn. 21, 22, 56, 63, 78.
- La Porziuncola, Francesco e la cicala: II Cel., n. 171; Leg.
maior, cap. VIII, n. 9; Leggenda perugina, n. 84.
- Alla Porziuncola Francesco riceve Chiara: I Fioretti, cap.
XV;
- Alla Porziuncola Francesco piange la passione: Leggenda dei
tre compagni, n. 14, Leggenda perugina, n. 37.
- Alla Porziuncola Francesco libera un frate dal demonio: Legenda
perugina, n. 7; I Fioretti, cap. XXIII.
- La Porziuncola e il "breviario": Leggenda perugina,
n. 74.
- La Porziuncola e la "perfetta letizia": in Fonti
Francescane, (Editio minor 1986), n. 278.
- Alla Porziuncola è punita la curiosità del vescovo
Guido: II Cel., n. 100; Leg. maior, cap. X, n. 5; Leggenda perugina,
n. 6.
- Alla Porziuncola a pranzo con Chiara: I Fioretti, cap. XV.
- La Porziuncola e la visita del cardinal Ugolino: II Cel.,
n. 63; Leggenda perugina, n. 33.
- Alla Porziuncola frate Masseo vuol provare l'umiltà
di Francesco: I Fioretti, cap. X.
- Alla Porziuncola Francesco ottiene da Onorio III l'Indulgenza:
Diploma di Teobaldo, in Fonti Francescane, (Editio minor 1986),
nn. 3391-3399.
- La Porziuncola è meta di pellegrinaggi: II Cel., n.
19; Leggenda perugina, n. 9; Specchio di perfezione, n. 55.
- Alla Porziuncola Francesco rinuncia al governo dell'Ordine:
II Cel., n. 143; Leggenda perugina, n. 105; Specchio di perfezione,
n. 39.
- Francesco esorta a non abbandonare mai la Porziuncola: I Cel.,
n. 106; Leg. maior, cap. XIV, n. 3.
- Francesco ritorna alla Porziuncola per morirvi: I Cel., n.
108; II Cel., n. 216; Leg. maior, cap. XIV, nn. 2, 5; Della
quarta considerazione delle sacre sante istimate, in Fonti Francescane,
(Editio minor 1986), nn. 1943-1944.
- Alla Porziuncola Francesco invita donna Jacopa: Lettera a
donna Giacomina, in Fonti Francescane, (Editio minor 1986),
nn. 253-255.
- La Porziuncola e l'ultima cena: II Cel., n. 217;Leggenda perugina,
n. 117; Leg. maior, cap. XIV., n. 5; Specchio di perfezione,
n. 88
- La Porziuncola e la morte di Francesco: I Cel., nn. 88, 108;
II Cel., nn. 214-217, 220; Leg. maior, cap. XIV, nn. 5-6; Leg.
maior, cap. XV, nn. 1-2, 6; Leggenda dei tre compagni, n. 68;
Anonimo perugino, n. 46; Leggenda perugina, nn. 109, 110; Della
quarta considerazione delle sacre sante istimate, in Fonti Francescane,
(Editio minor 1986), n. 1950.
- La Porziuncola e sorelle allodole: Leg. maior, cap. XV, n.
6; Leggenda perugina, n. 110.
- Alla Porziuncola nascono i due Ordini: Leggenda di Santa Chiara,
n. 8.
di Paolo Rossi
paolorossi62@libero.it
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